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Legambiente lancia Stop ai sacchetti di plastica la petizione per chiedere al Governo Italiano di vietare la commercializzazione delle borse in plastica
Venerdì 16 Luglio 2010 00:00
In occasione di Puliamo il Mondo, la più partecipata e coinvolgente iniziativa di volontariato ambientale, parte la petizione Stop ai sacchetti di plastica per dire basta all'"inquinamento bianco" dovuto alla dispersione nell'ambiente di miliardi di sacchetti di plastica. Per chiedere al Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo di non prorogare ancora una volta il divieto alla commercializzazione delle borse in plastica, già previsto a partire dal 1° gennaio 2010 secondo l'articolo 1, comma 1130, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e poi prorogato di un anno.

I sacchetti di plastica sono volatili e si diffondono nell'ambiente. Rimangono per anni impigliati nei rami, lungo le sponde dei corsi d'acqua, sulle spiagge e le scogliere, diffondono degrado nei giardini, si trovano sepolti tra le foglie nei boschi, in frammenti nel terreno agricolo. Fanno sporco e brutto il nostro mondo. Raccoglierli costa una fortuna. Insomma, una qualsiasi analisi costi - benefici, anche con i criteri economici piu' favorevoli, non regge.

La loro vita utile è breve, spesso non supera il tempo del tragitto dal negozio all'abitazione. La vita "inutile" e fonte di danno, ambientale e economico, è invece lunghissima: nella migliore delle ipotesi, mesi per la raccolta, la cernita e il riciclo o recupero in qualità di rifiuto, con costi enormemente più alti del loro valore utile. È l'emblema dell'economia dello spreco che ci dobbiamo lasciare alle spalle per sempre.
Un anno senza sacchetti di plastica (un italiano in media ne consuma 250) riduce le emissioni pro capite di CO2 di 8 chili. Tutto petrolio in meno.

Per questo chiediamo di firmare la petizione Stop ai sacchetti di plastica http://petizioni.legambiente.org/firma/stop-ai-sacchetti-di-plastica

Lo sapevi che...
Il Plastiki è una zattera di 20 metri fatta di bottiglie di plastica con cui il britannico David de Rothschild ha attraversato l'Oceano Pacifico, partendo da San Francisco e arrivando fino a Sidney, passando per quella che viene chiamata la grande chiazza di rifiuti del Pacifico "PACIFIC TRASH VORTEX" (agli scettici consigliamo una ricerca sul web, dove si trovano decine di siti, foto e video esplicativi).

Il Pacific Trash Vortex, è un enorme accumulo di spazzatura galleggiante (soprattutto plastica) situato nell'Oceano Pacifico. La sua estensione non è nota con precisione: le stime vanno da 700.000 km quadrati (più del doppio della superficie dell'Italia) fino a più di 15 milioni di km quadrati e con un peso che va da un minimo di 3 milioni di tonnellate fino a un massimo di 100. L'accumulo si è formato a partire dagli anni cinquanta, a causa dell'azione del vortice oceanico della corrente del Nord Pacifico dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, che permette ai rifiuti galleggianti di riconcentrarsi. Ma senza bisogno di andare nel Pacifico, anche nel Mediterraneo le correnti concentrano periodicamente rifiuti galleggianti di plastica, che spiaggiano spesso sulle nostre cost
 

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