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LA REPUBBLICA
Lunedì 28 Luglio 2014 00:00

Ambiente, nuove multe per chi vende sacchetti in finta plastica bio Le ha approvate il Senato. La sanzione varierà da 2.500 a 25 mila euro e sarà moltiplicata in caso di quantità ingenti fino alla cifra di 100 mila euro - ROMA - Multe per chi commercializza sacchetti di plastica non conformi alle norme
europee o, addirittura, "finti" bioshopper. Lo ha stabilito il Senato, approvando l'emendamento presentato in Commissione ambiente e industria dal senatore del Pd, Massimo Caleo. L'emendamento, una volta approvato in via definitiva il decreto legge competitività a cui è legato, avrà decorrenza immediata. Come precisa il sito Greenstyle che ha diffuso la notizia, l'emendamento prevede sanzioni per chi mette in commercio sacchetti di plastica che rispettano la normativa europea.

Per coloro che continueranno a commercializzare sacchetti inquinanti o finti bioshopper, la sanzione varierà da 2.500 a 25 mila euro e sarà moltiplicata in caso di quantità ingenti fino alla cifra di 100 mila euro. Un modello, quello italiano, da prendere ad esempio: l'italia è il primo fra i paesi europei a dare seguito alla normativa che mira ad eliminare gradualmente gli shopper inquinanti introducendo multe per i trasgressori. "Finalmente si chiude il cerchio della rivoluzione dello shopper, che vede l'Italia all'avanguardia in europa nella messa al bando dei sacchetti di plastica, che inquinano soprattutto mare, bacini idrici, corsi d'acqua, e nella produzione di bioplastiche", ha spiegato il senatore Caleo.

SCHEDA L'Espresso: Guida bio-shopper

La nuova direttiva uni en 11432 prevede entro il 2017 la riduzione del 50% dei sacchetti di plastica più inquinanti e dell'80% entro il 2019. Il tentativo di limitare gli shopper inquinanti, inserendo sanzioni, non è nuovo. Un emendamento simile era stato presentato dal senatore pd francesco ferrante alla legge finanziaria 2007: da lì, una serie di proroghe hanno rimandato l'entrata in vigore delle norme fino al 2011, con un aggiornamento nel 2012. Marco versari, presidente di assobioplastiche, ha dichiarato:
L'approvazione del decreto competitività rappresenta per il settore delle bioplastiche il completamento dell'iter normativo sugli shopper e serve a dare finalmente quella chiarezza che tutto il settore chiede, a sostegno della raccolta differenziata della frazione organica che ormai si sta diffondendo con successo in tutto il territorio nazionale.
Dopo essere stato approvato in commissione, si attende ora il 'Si' definitivo di Senato e Camera al decreto legge competitività, che scade ad agosto: le sanzioni entreranno in vigore una volta che il dl sarà tramutato in legge.

 
TUTTO GREEN
Venerdì 01 Febbraio 2013 13:00

Erano stati dichiarati fuorilegge già dal 1 gennaio 2011 e in effetti erano spariti da tutti i grandi e piccoli negozi per far apparire al loro postro i quelli bio-degradabili (leggi il nsotro post a riguardo: sacchetti di plastica: stop da gennaio 2011).

Si tratta dei vecchi inquinantissimi sacchetti di plastica non biodegradabile.

Molti poi si erano dotati di borse proprie in materiale resistente da riutiizzare ogni volta e diverse aziende hanno messo in commercio piccoli o grandi contenitori, colorati e di vario formato, da usare come shopper per essere sempre fashion anche negli acquisti al supermercato!

SCOPRI CHE... per i sacchetti di plastica, in Mauritania si rischia anche il carcere 

Eppure mancava una vera e proria legge che disciplinasse i nuovi sacchetti in materiale biodegradabile, che devono sostituire i vecchi in plastica non riciclabile.

Ora, dopo oltre 2 anni, finalmente è stata fatta chiarezza sulle caratteristiche tecniche che devono avere i sacchetti di plastica che si possono commercializzare nel nostro Paese, mediante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 27 marzo di un Decreto interministeriale firmato dai ministri per l'Ambiente e lo Sviluppo Economico.

LEGGI ANCHE: 1 triliardo di sacchetti di plastica stanno soffocando il pianeta...

Si conclude così finalmente la vicenda normativa lunga e travagliata dei bio-shopper. Sono previste sanzioni che entreranno in vigore a metà agosto, 60 giorni dopo il termine formale (13 giugno) entro il quale l'Unione Europea avrebbe la possibilità di formulare osservazioni al decreto.

Del resto i sacchetti in plastica biodegradabile rappresentano una novità molto gradita ai cittadini e una forte spinta all'innovazione di prodotto in un settore, quello della chimica verde, tra i più competitivi della nostra green economy. Ma come al solito la legislatura si presenta impreparata e
lenta.

 
SHOPPERS: l'art. 34, comma 19 anticipa di un anno l'entrata in vigore delle sanzioni
Mercoledì 24 Ottobre 2012 10:46
Dal 1 gennaio 2013, la commercializzazione dei sacchi non conformi sarà punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l'asporto oppure un valore della merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore.

Il decreto Sviluppo bis del Governo è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale (DL 179/2012). Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, l'articolo 34, comma 19 anticipa di un anno l'entrata in vigore delle sanzioni per la vendita di sacchetti per la spesa non conformi a quanto previsto dalla Legge 28/2012, che prescrive l'impiego di materie plastiche non solo biodegradabili, ma anche compostabili secondo la norma UNI EN 13432.

La legge, entrata pienamente in vigore il 25 marzo scorso, conteneva anche una proroga del sistema sanzionatorio fino al 31 dicembre 2013, per lasciar tempo ai produttori di adeguare impianti e tecnologie di produzione. Proroga che il DL 179/2012 ora riduce di dodici mesi. Si legge infatti al comma 19: "All'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28, le parole 'A decorrere dal 31 dicembre 2013,' sono sostituite dalle seguenti: 'A decorrere dal 31 dicembre 2012′."

Ricordiamo che oltre ai sacchetti biodegradabili, possono essere messi in vendita anche sacchi in altri polimeri, purché riutilizzabili. La norma fissa a questo proposito limiti minimi di spessore: i sacchetti con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco devono avere uno spessore superiore a 200 micron se destinati all'uso alimentare e a 100 micron se destinati ad altri usi; per quelli con maniglia interna, i limiti sono, rispettivamente, di 100 e 60 micron. In aggiunta, i sacchi realizzati con polimeri non conformi alla UNI EN 13432 devono contenere una percentuale di almeno il 10 per cento di plastica riciclata, che sale al 30 per cento per quelli ad uso alimentare.

 
Sacchetti biodegradabili e compostabili: ora i parametri ecologici della UNI EN 13432 sono Legge! Previste importanti sanzioni!
Martedì 14 Febbraio 2012 13:11

Sulla Gazzetta Ufficiale del 25 gennaio è stato pubblicato l'annunciato decreto (DL 25 gennaio 2012 n. 2) riguardante le "Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale" al cui articolo 2 è riportata la norma sui bioshopper (Disposizioni in materia di commercializzazione di sacchi per
asporto merci nel rispetto dell'ambiente ).

Grazie al DL - che il Ministro Clini aveva preannunciato, durante il convegno di AssoBioPlastiche - è introdotta l'importante specifica per i sacchetti usa e getta in termini di biodegrabilità del riferimento alla norma UNI EN 13432:2002.

Gli Ecosacchetti sono da sempre a norma: biodegradabili e compostabili rispettando i dettami della UNI EN 13432:2002.

Noi abbiamo sempre creduto in prodotti come i nostri Ecosacchetti e siamo orgogliosi di sapere che anche il Governo Italiano e quindi l'Italia abbiano optato per una tale scelta, che rappresenta un scelta di civiltà e rispetto dell'ambiete.

Per chi non rispetterà la norma, dal 31 luglio 2012 scatteranno pesantissime sanzioni. A riguardo la norma così recita:

"la commercializzazione dei sacchi non conformi al presente comma e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l' asporto oppure un valore della merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore".

 
Sacchetti di plastica: il disegno di legge che regola il divieto
Martedì 30 Agosto 2011 07:44

Regolare il divieto di commercializzazione delle buste di plastica e promuovere le politiche del riuso. E’ quanto prevede lo schema di disegno di legge in materia di divieto di commercializzazione di sacchi non biodegradabili per asporto merci approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 agosto 2011.

Il provvedimento, composto da un unico articolo, lascia invariato al 1° gennaio 2011 il divieto di commercializzazione dei “sacchi per l’asporto delle merci” non biodegradabili disposto dalla Legge Finanziaria 2007 (art. 1 comma 1130 - Legge 27 dicembre 2006, n. 296 come modificato dall’art. 23, comma 21 – novies della legge 3 agosto 2009, n. 102).

La norma citata prevede che “ai fini della riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, del rafforzamento della protezione ambientale e del sostegno alle filiere agro-industriali nel campo dei biomateriali, sarebbe stato avviato […] un programma sperimentale a livello nazionale per la progressiva riduzione della commercializzazione di sacchi per l’asporto delle merci che […] non risultino biodegradabili”.Ciò “al fine di giungere al definitivo divieto, a decorrere dal 1° gennaio 2011, della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l’asporto delle merci”.

In assenza della sperimentazione prevista e dei provvedimenti necessari al raggiungimento graduale dei divieto, l’attuale disegno di legge si ripropone di precisare la portata del divieto e di sanzionarne la violazione, la quale si sostanzia nel pagamento di una somma da 2.500 euro a 25.000 euro con la possibilità di aumentarle fino al quadruplo e contestualmente di promuovere le politiche del riuso e di informare il pubblico sulla corretta gestione del ciclo dei rifiuti relativo ai sacchi per l’asporto delle merci.

I sacchi per l’asporto delle merci commercializzabili devono risultare conformi ai criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario.

Diversamente sono esclusi dal divieto i sacchi per l’asporto delle merci, di spessore superiore a 400 micron dotati di manici accessori e di dispositivi di chiusura nonché di caratteristiche tecniche e costruttive che favoriscono il loro riutilizzo duraturo e li dotino di un autonomo valore economico.

 

Fonte: schema di disegno di legge

Redazione internet - Beatrice Casini

fonte - governo.it

 
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